Collettivo Holzwege.

abbiamo fatto il possibile per non farlo sembrare un comunicato delle br. vogliate se non altro apprezzare i nostri sforzi.

martedì, marzo 21, 2006

"Succede, tutto qui..."

Magnolia: Ricominciare. A vivere, dopo la morte. Accettare ciò che siamo, quanto abbiamo fatto di giusto o sbagliato, perchè il nostro passato è ed esiste, per quanto vogliamo cancellarlo od obliarlo. Per quanto vogliamo negarlo o dolercene. E le nostre azioni generano conseguenze infinite, che non governiamo, che un destino capriccioso persegue, a volte senza motivo. "But it happend" viene da dire, dall'inizio alla fine di questo film: più delle musiche avvolgenti (a volte troppo presenti, ma sempre centratissime), più della fotografia curatissima, più di una delle migliori interpretazioni cinematografiche di Tom Cruise. "Succede".
É satura di polvere la morte, come un vecchio filmato in nero di seppia, quando fa l suo ingresso dalla porta principale, prima ancora dei titoli di testa: quasi si compiace d'essere, di esistere, e quindi gioca senza preoccupazioni e senza cuore con le vite degli uomini. Si muove più sottilmente, in seguito, gioca d'attesa, nel resto della pellicola: eppure è sempre lì a ricordare al mondo che ciò che è dietro è perso, ma non per questo va dimenticato. La storia che vediamo - o che crediamo di vedere - non è quella che ci si vuole raccontare, quella di cui ci si vuole dare conto: sono cinque storie che rimangono una, che ricadono su se stesse. La felicità è costosa in questo mondo: non è felice chi è ricco, non è felice chi ha successo, non è felice chi è "in gamba", chi è intelligente. É felice, può essere felice solo chi accetta se stesso e chi ama pienamente. E ciò costa. Le bugie, la menzogna anche "a fin di bene" e la vigliaccheria sono mortifere, avvilenti. Ed anche chi - con somma ipocrisia - si pone al di sopra di tempo ed avvenimenti, tenta di sedurli e distruggerli, di cavalcarli con "maschia" ferocia, finisce in lacrime al capezzale della persona che più ha odiato lungo la sua esistenza. Magnolia è un film lunghissimo di lacrime ed agonia, ma forse è ben lungi dall'essere un film triste o pessimista. Certamente è malinconico, ma anche liberatorio, di riscatto e liberazione, come sa essere un pianto liberatorio o un violento quanto rapido temporale (forse il più strano della storia) che lava i peccati del mondo: un diluvio biblico che fa girare su se stesse le storie di persone che possono, solo riconoscendo se stesse, ritrovare la pace.
Mozione avanzata dall'onorevole SleepingCreep alle ore 9:53 AM.

1 Comment

Al che, Anonymous Anonimo disse:

*_* ma non esiste una versione ridotta??

3:48 AM  

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