Collettivo Holzwege.

abbiamo fatto il possibile per non farlo sembrare un comunicato delle br. vogliate se non altro apprezzare i nostri sforzi.

mercoledì, ottobre 05, 2005

"Visti dal cielo, gli uomini sembrano immondizia!"

Laputa - il castello nel cielo:Esistono opere d'arte e capolavori. I capolavori godono di bellezza eterna, quasi oggettiva, e sono destinati a cambiare il loro genere, la loro forma artistica, o ad imprimervi almeno una forte impronta. Le opere d'arte no: esse non godono della stessa bellezza, non sono benviste egualmente da tutti. Ma sconvolgono. E, soprattutto, incidono sull'arte in generale. Esse prendono spunto da quanto le circonda e da esse prenderanno spunto coloro che seguiranno, formando schiere di epigoni (alcuni dei quali saranno a loro volta capolavori od opere d'arte, ma anche tanta merda). Laputa appartiene al secondo genere: dalla sua uscita, nell'86, l'animazione giapponese si è cibata alquanto dei suoi rivoluzionari argomenti, e non è difficile notare da dove abbiano preso spunto molti dei suoi epigoni. Sebbene io non abbia mai apprezzato i cartoni animati giapponesi degli anni '80 ed in particolare proprio quelli di Hayao Miyazaki (Nausicaa, Lupin III, Anna dai capelli rossi, Conan e soprattutto l'insopportabile Heidi), specie per il tratto troppo catoonesco, lontano dai miei gusti anni '90, devo ammettere che questo lungometraggio (ma è più di un semplice lungometraggio) è oltremodo stimolante. La storia è tra le più originali e brillanti connotino l'universo animato, specie perchè nata in un contesto, quello giapponese, che proprio nell'originalità ha il suo punto di maggior pregio: la vicenda si struttura attorno ad una bambina, Shita, proprietaria di una misteriosa pietra azzurra (vi ricorda qualcosa?) che viene inseguita da soggetti tra i più disparati a bordo di aeronavi dal sapore decisamente steam punk (vi ricorda qualcosa?) il tutto in un ambiente che, dati gli abiti e la tecnologia, fa molto anni '10. Per sfuggire ai suoi inseguitori la ragazzina si lancia dall'aeronave di cui è prigioniera e plana (grazie alla pietra) sino a giungere tra le braccia di Pazu, piccolo ed onesto minatore. Tra i due conicerà un'amicizia che li porterà a condividere i terribili momenti della fuga e dell'avventura per raggiungere Laputa, la città volante (vi ricorda qualcosa?).
Lo stile narrati
vo è quello tipico di Miyazaki, con i personaggi principali appena abbozzati e quelli secondari molto meglio caratterizzati. I disegni sono ovviamente cartooneschi, ma a differenza di altri titoli, qui la cosa non pesa ed il tratto si avvicina più a quello visto in Anna dai capelli rossi, che non a quello dell'intollerabile Heidi. La sintesi tra qualità dell'animazione e dell'intreccio è pressochè sublime e credo di poter considerare Laputa come il miglior film d'animazione (non tratto da serie) che abbia mai visto. Forse il vantaggio di questo lungometraggio sta proprio nel fatto che concentra la sua storia in poco meno di due ore: mentre sul lungo Miyazaki tende ad annoiare non poco, sul breve tratto risulta sempre esaltante (vedere per credere La città incantata).
Da notare comunque che i "figli" di quest'opera hanno saputo fare molta strada e per alcuni di essi il paragone con l'originale non è poi tanto azzardato: su tutti Il mistero della pietra azzurra, Last Exile ed ovviamente Il castello errante di Howl quest'ultimo sempre di Miyazaki. Da un'opera d'arte di questa portata possono permettersi di nascere anche dei "semplici" capolavori dell'animazione.
Mozione avanzata dall'onorevole SleepingCreep alle ore 2:01 PM.

2 Comment

Al che, Blogger [lou, the fishing dog] disse:

dopo attento ascolto posso confermare che Ocean songs dei Dirty three è effettivamente un grande album. grazie del consiglio

8:24 AM  
Al che, Blogger DvD disse:

Laputa è meraviglioso, ma Nausicaa è splendido.
Io l'ho visto quando è uscito, forse mi è rimasto di più per quel motivo.

11:32 AM  

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