- Senza Parole -
La storia è allucinante, anormale, già dall'inizio: Tae-suk non ha fissa dimora, non ha un lavoro, non possiede nulla a parte qualche vestito ed una moto. Vive piazzando volantini pubblicitari sulle porte, ma questo non è il suo lavoro. Se lo fa è perchè così può constatare se le persone che abitano lì, sono o meno in casa.
Il giorno dopo, entra nelle abitazioni vuote e ci vive fin quando i proprietari non rientrano. Non ruba o distrugge nulla, non è nè un ladro nè un vandalo: vive solo ai margini, sulle spalle degli altri, ma neanche tanto (fa anche il bucato e ripara gli oggetti non funzionanti). Un giorno come altri entra in una grossa villa. Ma non è solo. Sun-hwa, silente nel suo dolore, incastrata in un rapporto di coppia che di certo non vuole, con un marito che la picchia e da cui non vuol essere nemmeno toccata, giace immobile e
Di certo questo film è atipico: per sentire i primi dialoghi si deve aspettare che la pellicola giri da un bel po' sul vostro schermo. E forse in questo sta la magia: ti aspetti che da un momento all'altro ci sia quella maledetta battuta, che qualcuno provi a pronunciare una parola . Che non viene mai. Perchè per fare arte, non servono parole, ma emozioni.
Mozione avanzata dall'onorevole SleepingCreep alle ore 1:22 PM.
