Philip Kindred Dick - Ubik: É il 1992. Ma non è il 1992. Questo per molti versi. Non solo perchè quello di cui leggete non è "vecchio", ma perchè non è mai stato. Entrare in un libro di fantascienza, specialemente degli anni '50, è sempre (magari solo un po', velatamente) sorridere dell'ingenuità dell'autore: certo va considerato anche che chi scriveva, non aveva certo intenzioni vaticinatorie. E questo è particolarmente vero per
Ubik, anche se proprio in questo romanzo, difficilmente si può fare a meno di notare il mondo descritto, gli oggetti, i palazzi, i veicoli. In un certo senso è il mondo a contorno del protagonista, Joe Chip, ad essere a sua volta un personaggio del romanzo. Allora colpisce quel trionfo di ingenuità analogiche, macchine esose di denaro per qualsiasi cosa: dalla porta al frigorifero, al tostapane, alla macchinetta per il caffè, alla televisione tutto funziona a monete, in casa o fuori. Un trionfo d'alienazione, dove anche la morte viene negata, in virtù di una semi-vita in congelamento, dalla quale si può ancora comunicare col mondo esterno, perquanto non eternamente.

Un mondo alienante specie per Joe, che ha - diciamo eufemisticamente - qualche piccolo problema a gestire il danaro, che finisce per non bastargli mai. Joe è un "esaminatore elettrico" per la Runciter Associates: il suo lavoro consiste nell'esaminare i soggetti "inerziali" muniti di poteri anti-psi e considerare se e quanto sono utili all'azienda. Deve cioè trovare soggetti che siano in grado di contrastare l'operato di telepati, precognitori ecc. Alla vigilia di un grosso contratto con una delle più importanti aziende del sistema solare, si presentano alla sua porta GG Ashwood, di professione "esploratore" (un procacciatore di "inerziali") ed un ragazza con un potere strabiliante: Pat riesce a tornare indietro nel tempo e modificarlo, annullando così tutte le possibilità di previsione da parte dei precog (preveggenti). Con Pat al seguito, Joe, il signor Runciter ed altri 10 inerziali p

artono per la Luna... ma qualcosa va storto. In un universo che comincia a collassare su se stesso ed a tornare indietro nel tempo, mentre tutti intorno a Joe cominciano a scomparire preda di una orrenda morte, solo Glen Runciter sembre essere l'entità in grado di salvarlo, malgrado sia morto sulla luna. Ed intanto una parola troneggia su tutto questo universo in disfacimento: cos'è
Ubik e come funziona?
Anche in questo che è il suo capolavoro,
Dick pone interrogativi fondamentali sul senso della vita, sulla realtà del sogno, sulla difficoltà di discernere, ad un certo punto, tra l'uno a l'altra, in un mondo senza dio, senza speranze, senza più prospettive se non quelle della fine.