"Succede, tutto qui..."
Magnolia: Ricominciare. A vivere, dopo la morte. Accettare ciò che siamo, quanto abbiamo fatto di giusto o sbagliato, perchè il nostro passato è ed esiste, per quanto vogliamo cancellarlo od obliarlo. Per quanto vogliamo negarlo o dolercene. E le nostre azioni generano conseguenze infinite, che non governiamo, che un destino capriccioso persegue, a volte senza motivo. "But it happend" viene da dire, dall'inizio alla fine di questo film: più delle musiche avvolgenti (a volte troppo presenti, ma sempre centratissime), più della fotografia curatissima, più di una delle migliori interpretazioni cinematografiche di Tom Cruise. "Succede".É satura di polvere la morte, come un vecchio filmato in nero di seppia, quando fa l suo ingresso dalla porta principale, prima ancora dei titoli di testa: quasi si compiace d'essere, di esistere, e quindi gioca senza preoccupazioni e senza cuore con le vite degli uomini. Si muove più sottilmente, in seguito, gioca d'attesa, nel resto della pellicola: eppure è sempre lì a ricordare al mondo ch
e ciò che è dietro è perso, ma non per questo va dimenticato. La storia che vediamo - o che crediamo di vedere - non è quella che ci si vuole raccontare, quella di cui ci si vuole dare conto: sono cinque storie che rimangono una, che ricadono su se stesse. La felicità è costosa in questo mondo: non è felice chi è ricco, non è felice chi ha successo, non è felice chi è "in gamba", chi è intelligente. É felice, può essere felice solo chi accetta se stesso e chi ama pienamente. E ciò costa. Le bugie, la menzogna anche "a fin di bene" e la vigliaccheria sono mortifere, avvilenti. Ed anche chi - con somma ipocrisia - si pone al di sopra di tempo ed avvenimenti, tenta di sedurli e distruggerli, di cavalcarli con "maschia" ferocia, finisce in lacrime al capezzale della persona che p
iù ha odiato lungo la sua esistenza. Magnolia è un film lunghissimo di lacrime ed agonia, ma forse è ben lungi dall'essere un film triste o pessimista. Certamente è malinconico, ma anche liberatorio, di riscatto e liberazione, come sa essere un pianto liberatorio o un violento quanto rapido temporale (forse il più strano della storia) che lava i peccati del mondo: un diluvio biblico che fa girare su se stesse le storie di persone che possono, solo riconoscendo se stesse, ritrovare la pace.