Collettivo Holzwege.

abbiamo fatto il possibile per non farlo sembrare un comunicato delle br. vogliate se non altro apprezzare i nostri sforzi.

martedì, novembre 29, 2005



Michael Myers, ragazzino di sei anni, nella notte di Halloween uccide la sua sorella adolescente Judith con un coltello da cucina e con in volto una maschera bianca. Dopo quasi dieci anni trascorsi in un ospedale psichiatrico sotto la cure del Dr Loomis riesce a fuggire dall?ospedale ed a rubare un?auto. Così, a pochi giorni da Halloween, torna nella casa ad Haddonfield dove aveva commesso l?omicidio della sorella. Per caso vede Laurie ed inizia a pedinare lei e le due sue amiche, Annie e Lynda.


Halloween inizia con un pianosequenza in soggettiva che è rimasto nella storia del cinema, la scena della morte di Judith. Si rimane subito sconcertati, oltre che per la bellezza in sé della scena, perché Michael tocca un tasto importante della cultura, ossia la rappresentazione dell?infanzia. La nostra visione dei bambini, nata nel XX secolo, li vede come esseri innocenti. Mettere in scena un bambino che commette un'omicidio è qualcosa che trasmette una sensazione di profondo disagio, va al di là delle categorie mentali.
Il fascino di MM inoltre risiede nel fatto che egli sia completamente privo di emozioni. Solo in due occasioni vediamo il suo volto, al cui posto c?è sempre l?inespressiva maschera bianca. Essa rappresenta un essere completamente inumano che probabilmente non prova nemmeno odio verso le sue vittime: qualcuno che non ragiona secondo alcuna logica se non quella dell?omicidio. Anche il fatto che egli uccida tutte meno la ragazza pura e vergine è indice non di una logica a livello del personaggio ma più probabilmente a livello della sceneggiatura. Ma proprio in un personaggio anonimo è più facile identificarsi...questo non è un film in cui si tifa per le vittime.
John Carpenter, grande maestro dell?horror ha al suo attivo parecchi grandi film: Fuga da New York, La Cosa, Vampires, Grosso Guaio a Chinatown. Tuttavia è Halloween il film per cui sarà ricordato. La colonna sonora è dello stesso JC e sinceramente farebbe paura anche senza immagini. Una melodia ossessiva e dissonante che ha la capacità di rendere inquietante ogni angolo della cittadina di Haddonfield, come se Michael ci stesse guardando in ogni momento. Dopotutto il film gioca molto sulla presenza/assenza di MM, sul suo poter essere ovunque a spiare Laurie. Infatti le scene tipiche di Halloween sono quelle in cui lei lo scorge ma dopo un attimo lui non c?è più. Ma, come già detto prima, la musica è lì a dirti che lui può essere ovunque.
Spero di avervi suggerito una prossima visione!!
Mozione avanzata dall'onorevole Anonimo alle ore 10:08 PM. Se ne immischiano in 2.

martedì, novembre 08, 2005

"Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io sono."

Philip Kindred Dick - Ubik: É il 1992. Ma non è il 1992. Questo per molti versi. Non solo perchè quello di cui leggete non è "vecchio", ma perchè non è mai stato. Entrare in un libro di fantascienza, specialemente degli anni '50, è sempre (magari solo un po', velatamente) sorridere dell'ingenuità dell'autore: certo va considerato anche che chi scriveva, non aveva certo intenzioni vaticinatorie. E questo è particolarmente vero per Ubik, anche se proprio in questo romanzo, difficilmente si può fare a meno di notare il mondo descritto, gli oggetti, i palazzi, i veicoli. In un certo senso è il mondo a contorno del protagonista, Joe Chip, ad essere a sua volta un personaggio del romanzo. Allora colpisce quel trionfo di ingenuità analogiche, macchine esose di denaro per qualsiasi cosa: dalla porta al frigorifero, al tostapane, alla macchinetta per il caffè, alla televisione tutto funziona a monete, in casa o fuori. Un trionfo d'alienazione, dove anche la morte viene negata, in virtù di una semi-vita in congelamento, dalla quale si può ancora comunicare col mondo esterno, perquanto non eternamente.
Un mondo alienante specie per Joe, che ha - diciamo eufemisticamente - qualche piccolo problema a gestire il danaro, che finisce per non bastargli mai. Joe è un "esaminatore elettrico" per la Runciter Associates: il suo lavoro consiste nell'esaminare i soggetti "inerziali" muniti di poteri anti-psi e considerare se e quanto sono utili all'azienda. Deve cioè trovare soggetti che siano in grado di contrastare l'operato di telepati, precognitori ecc. Alla vigilia di un grosso contratto con una delle più importanti aziende del sistema solare, si presentano alla sua porta GG Ashwood, di professione "esploratore" (un procacciatore di "inerziali") ed un ragazza con un potere strabiliante: Pat riesce a tornare indietro nel tempo e modificarlo, annullando così tutte le possibilità di previsione da parte dei precog (preveggenti). Con Pat al seguito, Joe, il signor Runciter ed altri 10 inerziali partono per la Luna... ma qualcosa va storto. In un universo che comincia a collassare su se stesso ed a tornare indietro nel tempo, mentre tutti intorno a Joe cominciano a scomparire preda di una orrenda morte, solo Glen Runciter sembre essere l'entità in grado di salvarlo, malgrado sia morto sulla luna. Ed intanto una parola troneggia su tutto questo universo in disfacimento: cos'è Ubik e come funziona?
Anche in questo che è il suo capolavoro, Dick pone interrogativi fondamentali sul senso della vita, sulla realtà del sogno, sulla difficoltà di discernere, ad un certo punto, tra l'uno a l'altra, in un mondo senza dio, senza speranze, senza più prospettive se non quelle della fine.
Mozione avanzata dall'onorevole SleepingCreep alle ore 10:08 AM. Se ne immischiano in 9.